Intervista a uno Skipper

INTERVISTA SKIPPER – NICCOLO’ OLIVARI

- Buongiorno Niccolò, parliamo della tua professione, so che nella vita fai lo skipper, un lavoro che mi incuriosisce molto…

Sì, nella vita ho lavorato in diversi campi, sono laureato in biologia e tempo fa facevo l’informatore medico scientifico. A trent’anni da Genova, città dove ho vissuto per diverso tempo, sono ritornato nella mia terra d’origine e ho iniziato a lavorare nell’ambiente nautico.

- Da cosa nasce questa passione per le barche e il mare?

E’ un legame che mi porto dietro fin da quando ero bambino, ricordo che all’inizio il mare non mi piaceva un granchè, quando mio padre mi portava in barca avevo paura… poi piano piano mi sono appassionato e con il tempo ho trasformato un piacevole passatempo in un lavoro.

- Mi hai raccontato che per diversi anni sei stato a Genova e poi ad un certo punto hai deciso di tornare in Sardegna …

Sì per esigenze famigliari mi sono trasferito per alcuni anni in Liguria poi sono tornato alle mie origini. In realtà nella vita sono sempre stato un girovago! Mi è sempre piaciuto viaggiare, muovermi e scoprire posti nuovi.

- Rimaniamo in tema, a proposito di viaggi… ne hai fatti molti soprattutto in mare… che sensazioni si provano al largo, quali le gioie e quali le paure e i ricordi di uno dei tuoi numerosi spostamenti?

Il mare può dare tanta felicità, ma anche tanto tanto dolore, spesso mi è capitato di fare anche dei trasferimenti lunghi, per esempio da Cagliari fino ai Caraibi, durante un viaggio così lungo può succedere davvero di tutto, bisogna avere un gran coraggio per riuscire a superare tutte le difficoltà che possono capitare durante un lungo percorso.

- C’è un episodio che ti è rimasto impresso?

Se ripenso alle cose che mi sono capitate in mare mi vengono in mente molti ricordi… per esempio quando ho perso il timone in mezzo al Tirreno, lo ricordo come un momento particolarmente difficile. L’importante avere sempre chiaro in mente che un viaggio inizia quando decidi di partire e finisce quando decidi di rientrare, sono emozioni limitate da una partenza e un arrivo, non infinite, sia quelle belle sia quelle meno piacevoli!

- E perché ti piace tanto stare in mare, che sensazioni si provano?

Questa è una domanda molto difficile… Stare in mare da’ delle emozioni uniche, facendo questo lavoro si è sempre esposti alle decisioni della natura, ma si ha anche la meravigliosa possibilità di instaurare un legame forte con tutto ciò che ne fa parte… sono sensazioni indescrivibili!

- Per lavoro, oltre allo skipper sei anche istruttore allo yacht club del Poetto, che cosa pensi tu di questo luogo, di questa spiaggia…

Da Cagliaritano dico che, anche per me, il Poetto è un punto di riferimento. E’ la valvola di sfogo della città, anch’io spesso, quando ho un po’ di tempo libero vado in spiaggia al Poetto… poi il golfo di Cagliari è adattissimo per praticare le mie passioni… è una zona particolarmente ventosa.

- Dopo diversi anni di lavoro, se dovessi fare un bilancio…

Direi che il bilancio tutto sommato è positivo. Il mio lavoro mi piace molto, sono contento di aver scelto questa professione, lo rifarei… Ad un certo punto della mia vita avevo pensato anche di iniziare a volare. Mio padre era aviatore credo di avere il senso dello spostamento e il movimento nel DNA!