Chiesa di San Sepolcro

Nel quartiere Marina, a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Antonio, da vedere c’è la chiesa monumentale di San Sepolcro. Secondo  alcune notizie, l’edificio sarebbe da ricondursi ai Cavalieri Templari,  che l’avrebbero costruito come cappella del loro monastero.

Ipotesi più accreditate ne vedrebbero la fondazione nel XVI secolo quando venne fondata la Confraternita del Santissimo Crocifisso dell’Orazione e della Morte. La cripta veniva utilizzata come cimitero  e la Confraternita si occupava di dare sepoltura alle persone più  povere.

Nel XIX secolo, l’area perse la sua funzione e diventò una piazza. Durante i lavori di restauro della Colleggiata di Sant’Eulaia, San Sepolcro diventò la chiesa parrocchiale del quartiere. Negli anni  del dopo guerra ospitò i Carmelitani. Dopo essere stata chiusa per lavori di restauro, la chiesa venne inaugurata dall’arcivescovo di Cagliari,  nel dicembre del 1998.

San Sepolcro ha due ingressi, quello principale è sul fianco destro e  si affaccia su Piazza San Sepolcro, mentre il più antico, sulla facciata non viene più utilizzato. Varcando il portale principale si può  ammirare l’interno: a pianta rettangolare, con un’unica navata con  volte a botte, presenta cappelle poste sui lati e un presbiterio quadrangolare dove sì può vedere una suggestiva volta a crociera del XVI secolo.

L’altare è in stile neoclassico e ospita un grande crocifisso ligneo  settecentesco. Da non perdere, nel presbiterio, la Resurrezione di Lazzaro  del Castagnola e il San Nicola di Bari in preghiera davanti alla Madonna del Manzini. Diverse le cappelle presenti, tra cui il Cappellone della Vergine della Pietà, in stile barocco e di grande pregio artistico. Anche quella  dedicata a San Pasquale Baylon è di grande interesse. All’interno della chiesa si trova un altare settecentesco costruito in parte con marmi policromi e in parte in legno dorato.

L’organo presente nella chiesa è stato commissionato dalla Confraternita  e realizzato negli ultimi anni del 1870. La cripta si raggiunge oltrepassando  una botola che si trova al centro della navata.