Angelo Podda

Angelo Podda fotografato da Giuseppe Ungari

Angelo Podda fotografato da Giuseppe Ungari

Oggi Angelo ha 78 anni, fino a 8 anni fa lavorava come pescatore nel quartiere Marina. E’ sardo d’origine, nato e cresciuto nella stessa zona della città di Cagliari, un luogo di cui non potrebbe mai fare a meno, come del mare il suo compagno di sempre…

- Buongiorno Angelo, vorrei cominciare quest’intervista con il racconto della sua infanzia, quando è nato e dove?

Se ripenso a quando ero bambino la prima cosa che mi viene in mente è sicuramente la via in cui sono nato, via Sardegna, nel quartiere Marina di Cagliari. Ricordo che in quella via, nelle case a pian terreno vivevano solo pescatori…

- So che ha iniziato molto presto a fare questo mestiere?

Sì, avevo solo 8 anni, era il 1941 quando iniziai a fare il pescatore. Seguii l’esempio di mio nonno e di mio padre. Sono stato in mare fino a poco tempo fa, fino a 70 anni. Un mestiere che, non solo mi ha permesso di mandare avanti la mia famiglia insieme a mia moglie Assunta, ma mi ha anche dato grandissima soddisfazione e gioia.

Mi ha raccontato che, durante la seconda guerra mondiale, è andato a vivere a circa 45 chilometri da Cagliari, poi è tornato a Marina…

Sì, ricordo ancora quel giorno come se fosse oggi, avevo solo 10 anni, era il 23 febbraio del 1943 quando la casa dove vivevo è stata bombardata. Ho vissuto per alcuni anni fuori città mentre da quando mi sono sposato nel 1963 ho iniziato a vivere dove sono ora, sempre a Marina.

Un quartiere che lei ama particolarmente…

A Marina si sta bene, è un bel posto… Oggi poi, rispetto a tanti anni fa il quartiere è ancora più vivo e colorato. Mi piace molto vivere qui, non mi sposterei per niente al mondo!

E il mare le manca ora che non fa più il pescatore?

Il mare nella mia vita è stato davvero importante. Ho iniziato a lavorare quando ero molto piccolo alle dipendenze di mio padre. Poi negli anni ’70 ho aperto la mia attività con il mio peschereccio. Ho sempre pescato durante tutto l’anno, in estate e in inverno.

Che ricordi ha delle sue notti passate al largo?

Il lavoro del pescatore è difficile e molto duro, ma dà talmente tante soddisfazioni che vale la pena fare un po’ di fatica. Nella mia vita ho lavorato tanto, ma sono felice di averlo fatto. Uscivo al tramonto con la mia barca e rientravo la mattina presto. Il mare di notte è bello ma fa anche tanta paura. Mi ricordo quando c’era la burrasca… ho passato dei momenti difficili, ma se torno indietro ho dei ricordi molto belli.

Ha 4 fratelli e 4 sorelle, solo lei ha deciso di fare il pescatore, come mai?

Ho voluto seguire le orme di mio nonno e poi di mio padre, mi è sempre piaciuto il mare e ho scelto di viverlo fino in fondo. Mi dispiace che questa attività sia finita con il termine del mio lavoro, ma sono comunque contento di tutto quello che ho fatto e, se tornassi indietro, rifarei tutto da capo.

Che consigli darebbe ad un giovane che oggi vuole fare il pescatore?

Per essere un pescatore prima di tutto bisogna avere tanto coraggio, perché il mare è bello, sì, ma fa anche tanta paura… Bisogna avere una gran testa, bisogna amare la fatica e il lavoro che si è scelto di intraprendere… Io non ho studiato perché ho iniziato a lavorare da bambino, ma credo di essere stato un pescatore intelligente, coraggioso e forte… questo è l’importante!

Oggi, ogni tanto, va ancora a pescare?

Quando sto bene sì, esco la mattina verso le 9 e vado a prendere il pesce che poi mia moglie Assunta cucina… ho avuto tante fortune nella vita anche quella di averla conosciuta. Mi è sempre stata accanto, siamo sposati da ben 48 anni… Anche suo padre era un pescatore…