Vincenzo Amat di San Filippo

Vincenzo Amat di San Filippo fotografato da Giuseppe Ungari

1.  Buongiorno Vincenzo, anzitutto grazie per aver accettato la nostra intervista. So che è nato ad Alghero, ma ha sempre vissuto a Cagliari, nel quartiere Castello precisamente …

Sì, fin da bambino ho vissuto nel quartiere storico di Cagliari. Fino a qualche anno fa vivevo davanti alla Cattedrale e ora abito vicino alla Torre di San Pancrazio, due luoghi molto belli.

2. Che cosa ha significato e cosa vuol dire, per lei, abitare in questa zona della città?

Significa vivere un posto particolamente suggestivo, avrei difficoltà a spostarmi in un’altra zona. Il quartiere, per noi sardi storicamente di Castedd’è susu (il castello di sopra), è ricco di monumenti importanti e di scorci interessanti da vedere. Vivere in questo luogo è davvero impagabile. Camminando per le vie si provano tante belle sensazioni.

3.  Parlando di luoghi, quali sono i suoi preferiti?

Devo dire che non c’è un posto che preferisco, quello che amo di Castello sono i vicoli, le strade del centro storico che mi piace percorrere a piedi. Quella che mi piace di più, forse, è via Stretta, una viuzza dove non ci si passa quasi mai per caso.

4.  E’ quelli da non perdere?

Visitare il quartiere di Castello vuol dire sicuramente salire sulla Torre di San Pancrazio, il punto più alto della città da cui si possono vedere dei bellissimi panorami. Il mio consiglio poi è quello di salire sulla Torre dell’Elefante dove la visuale è ancora più ampia e abbraccia 4 lati. Va vista la Cattedrale, la chiesa più importante e poi, da non perdere, di sicuro è una passeggiata tra i vicoli.

5.  In questi anni Castello è cambiato? Se sì, come?

Certo, da quando ero piccolo a oggi è radicalmente cambiato. Prima era il luogo dove viveva la nobiltà, pensi che nel 1822 c’erano circa 330 persone nobili, oggi se ne contano forse 30. Quando ero bambino le persone meno abbienti vivevano nei sottani (le case a piano terra) in condizioni abbastanza difficili. Oggi non è più così. Negli anni ’70 il Castello aveva almeno 5 mila abitanti oggi, forse, non arriva a quota 1.500.

6.  Se dovesse associare un sostantivo o più di uno al suo quartiere, quale sarebbe?

Per me Castello è il luogo dello spirito.

7.  Parliamo invece dei monumenti più importanti e di quelli che, come ha consigliato anche lei, non si possono perdere. Se le dicessi Duomo, cattedrale, lei cosa direbbe…

Direi che è il cuore di Castello, non solo perché si trova in una posizione strategica e centrale, ma anche perché è il luogo in cui i castellani si incontrano per la Santa Messa e dove vengono celebrate le manifestazioni religiose più sentite in città.

8.  Se le dicessi Torre di San Pancrazio, invece…

Mi verrebbe in mente il vertice, il punto più alto del quartiere, da dove si domina tutto il resto. La Torre di San Pancrazio è uno dei simboli di Castello.

9.  E la Torre dell’Elefante?

La Torre dell’elefante è l’immagine che ricorre più spesso se si pensa a questa città, è il segno di riconoscimento. Un tempo fu una prigione: dopo l’omicidio del vicerè 1668, il marchese di Cea, uno dei presunti colpevoli, fu rinchiuso qui e poi decapitato. La sua testa venne poi affissa alla torre per ben 17 anni.

10. Il palazzo Viceregio?

Rappresenta il potere civile, giudiziario, legislativo. Oggi è la sede della Prefettura, alcune sale vengono aperte al pubblico e possono essere visitate.

11.La Basilica di Santa Croce?

Rappresenta l’integrazione. La chiesa venne costruita su un’antica sinagoga, per questo se penso a questo monumento mi viene in mente proprio l’integrazione, l’accostamento di due religioni differenti.

12.La cittadella dei Musei?

Rappresenta un luogo importante non solo per il quartiere, ma per Cagliari e tutta la Sardegna. Nelle sale sono conservati oggetti preziosi che raccontano la storia dei sardi e della Regione. Poi, una delle cose che non molti sanno, la cittadella è aperta anche durante l’ora di pranzo.

13.Il Bastione di San Remy?

E’ una proiezione sulla città. Forse il luogo che, negli anni, è cambiato di più. Prima era un bastione, tra i monumenti più importanti del quartiere, oggi è una passeggiata, un luogo di incontro.

14.Castello è frequentato anche la sera, quali sono i locali da non perdere?

Ce ne sono diversi, ma il mio preferito è sicuramente il Caffè dell’arte (in via del Fossario 3). Si trova in un bel punto oltre un lungo arco, mi piace passarci a fare l’aperitivo o a bere semplicemente un caffè.

15.Un luogo dove dormire, invece?

Sia il bed & breakfast “El buen retiro” (Via Lamarmora 138, tel. 070.658153, 331.3866710, www.elbuenretiro.com), sia l’affittacamere “Kastrum” (Via Nicolò Canelles,78 tel. 348.0012280, 070.662304 www.kastrum.eu) sono posti che consiglio.

16.Secondo te perché un turista dovrebbe visitare Castello?

Perché è il cuore della città. Senza conoscere Castello non si può Conoscere bene Cagliari. Senza Cagliari si ha difficoltà a capire la Sardegna e senza la Sardegna tutta l’Italia.