La Torre dell’Elefante

La Torre dell’Elefante non è la più alta di Cagliari, ma è uno dei simboli più importanti del quartiere storico di Castello e un segno di riconoscimento per l’intera città.

Si trova nella zona del Bastione di Santa Croce, accanto alla Chiesa di San Giuseppe di Calasanzio ed è vicina ad alcuni dei locali più frequentati del quartiere.

Chi visita Cagliari, passando accanto a questo monumento,  difficilmente non si ritroverà con il naso all’insù ad osservare la scultura dell’elefante che gli dà il nome. Questa scultura non si trova sulla sommità, bensì in posizione defilata rispetto alla porta, che conserva ancora parte degli antichi sbarramenti (in origine tre grossi portoni e due saracinesche).

La torre è una tipica costruzione pisana, coi tre lati esterni massicci costruiti in calcare bianco di Bonaria e il quarto lato, quello interno, aperto. L’altezza varia da 31 a 42 metri.

Un tempo fu una prigione, un luogo di sofferenza dove il marchese di Cea, uno dei presunti colpevoli dell’omicidio del vicerè, nel 1668, fu prima rinchiuso e poi decapitato. La sua testa rimase poi affissa alla torre per ben 17 anni, ma non fu l’unica: negli anni numerose teste mozzate di prigionieri condannati a morte e decapitati nella vicina “plazuela” (l’attuale piazza Alberto), furono affisse come monito alla porta della torre.

Oggi la Torre dell’Elefante ammalia i turisti che ammirano il panorama dal Bastione di Santa Croce .
Insieme a quella di San Pancrazio, la più alta del Castello, è stata un baluardo difensivo contro gli attacchi genovesi e arabi ed è, ancora oggi, una delle porte per accedere al quartiere.