La Basilica di Santa Croce

La Basilica di Santa Croce

Percorrendo il Bastione di Santa Croce, lasciandosi alle spalle la Torre dell’Elefante, si è attirati dallo spettacolare panorama della città di Cagliari vista dall’alto. Approssimandosi al Ghetto degli Ebrei, quasi non ci si accorge della Basilica di Santa Croce, così racchiusa com’è in un angusto slargo attorniato dalle case che la nascondono agli occhi del turista disattento.

E’ difficile fotografarne la facciata intera, non potendosi allontanare per più di pochi passi. Saliti i sei gradini che portano al sagrato ci si rende conto di trovarsi davanti a una Chiesa monumentale e, una volta entrati, ci si stupisce di come possa essere così ampia ricordando l’esterno, incastonato tra le case del vecchio quartiere ebraico. La storia di questa basilica risale a quella del quartiere dov’è situata. La chiesa venne costruita su un’antica sinagoga. Nel 1492, per decisione di Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia, venne emanato un decreto di espulsione rivolto a tutti gli ebrei e musulmani che non si fossero convertiti al cristianesimo. Gli ebrei furono così allontanati da Cagliari e la sinagoga, che sorgeva nella cosiddetta “Giudaria di Castello”, venne presto convertita in chiesa cattolica e dedicata a Santa Croce. Nonostante il racconto faccia pensare a ben altro, a distanza di cinque secoli, oggi alcuni abitanti di Castello, che pure ricordano questo episodio, amano considerare questo luogo sacro come un simbolo di integrazione per l’accostamento di due religioni differenti.